Storia

Origini della località e del nome

La prima attestazione di Pianezze risale al 1025, nella forma "Planicia": il nome deriva dal latino planities che significa "superficie piana". Probabilmente l'appellativo si riferiva allo spazio pianeggiante inserito tra le colline dove sorge il centro storico.
Dagli indizi emersi durante il recente restauro della chiesa dei santi Filippo e Giacomo, che risale al periodo franco-longobardo, l'area collinare sembra essere stata abitata fin da epoca protostorica.
All'inizio Pianezze era considerata una semplice località inserita nel territorio marosticense. Poi, nel XIII secolo, diventò un "colmello" o " colonello" ovvero una frazione di Marostica: un territorio fertile che sorgeva sui colli vulcanici, ricco di sorgenti e che abbondava di colture, in particolare di frutti. In questo periodo risultano esserci state opere fortificate.

Cronologia delle date più significative:

anno 1262 atto di "battesimo" di Pianezze come frazione abitativa. Nel manoscritto in cui il Comune di Vicenza fece trascrivere tutti i beni di sua proprietà incamerati alla morte di Ezzelino III, Pianezze è citato come uno dei cinque colmelli di Marostica.
anno 1297 nelle "rationes decimarum" sono citate le tre chiese di Pianezze: San Lorenzo, San Nicolò e San Giacomo.
anno 1796 Autonomia amministrativa da Marostica: Pianezze diventa Comune.
anno 1866 Pianezze elegge il suo primo Consiglio Comunale dopo l'annessione del Veneto all'Italia.

 

Per quanto riguarda le vicende storiche, Pianezze segue le sorti di Marostica

 

IL PERSONAGGIO

Mons. Giuseppe Lorenzon (1883-1968)


Mons. Giuseppe Lorenzon, nato a Pianezze il 27 settembre 1883, è una delle figure più significative della storia vicentina dagli anni '20 al 1968. Ordinato sacerdote nel 1908, iniziò la sua missione pastorale a Camisano. Subito dopo la prima guerra mondiale, a cui partecipò come cappellano militare,UH fu incaricato, con altri sacerdoti, dal Vescovo Mons. Rodolfi, all'organizzazione delle "Leghe bianche", attività che segnò in modo indelebile la sua vita.
Nel 1920 gli fu affidata, in Vicenza, la vasta e difficile parrocchia dei SS. Felice e Fortunato a cui riservò tutte le sue energie. Con entusiasmo ed ottimismo si prodigò per ben 48 anni nell'educazione dei giovani, nel sostegno ai deboli, nella diffusione della parola di Dio, sempre pronto ad aiutare chi era in difficoltà, disponibile e aperto al dialogo, tanto da conquistarsi la fiducia e la stima di tutti, indistintamente.
Con l'intento di recuperare le radici della primitiva comunità cristiana, a Vicenza, si dedicò al recupero della basilica paleocristiana dei santi Felice e Fortunato con opere di scavo e di restauro di cui dava esatte informazioni con puntuali interventi e pubblicazioni ai parrocchiani e agli studiosi. Così si è espresso, alla sua morte, il noto maestro di archeologia cristiana, il prof. mons. Paolo Lino Zovatto dell'Università di Padova: "i competenti sono concordi nell'affermare che la chiesa dei santi Felice e Fortunato di Vicenza è uno dei complessi monumentali meglio conservati e meglio restaurati in Italia, per le cure pronte, assidue e intelligenti del suo parroco".
Socio effettivo dell'Accademia Olimpica, riposa per volontà della Giunta Comunale di Vicenza nel Famedio del Cimitero Maggiore: "un doveroso riconoscimento ad un uomo che ha onorato la città con i suoi studi e la sua opera infaticabile".
IMMAGINE RAPPRESENTANTE MONS. G. LORENZON

 

Ten. Bernardo Lorenzon (1916-1943)


L' 8 settembre 1943, divenuto comandante effettivo della decima compagnia della Divisione Acqui, Lorenzon si trova nell'isola di Cefalonia. Eroicamente, da grande "uomo dell'onore", l'ufficiale di origine pianezzese affronta la morte: viene fucilato e massacrato il 24 settembre 1943, assieme ad altre migliaia di soldati italiani, dalle forze militari tedesche, dopo avere rifiutato la resa incondizionata e la consegna delle armi.
Bernardo Lorenzon lega dunque il suo nome ad un episodio bellico della guerra di liberazione noto con il nome di "eccidio di Cefalonia".
Decorato con medaglia di bronzo al valor militare, il Ten. Bernardo Lorenzon nel 1964 ha ricevuto il riconoscimento del suo valore anche dal Comune di Pianezze, che gli ha intitolato una strada.
 

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